Segnaletica stradale per bici-pedoni: davvero utile a prevenire incidenti?

La lettera di Linda Maggiori, nostra socia e attivista faentina, in risposta all’iniziativa della IIB dell’Istituto Persolino-Strocchi di Faenza che ha realizzato una segnaletica “dedicata” a pedoni e soprattutto ciclisti, che verrà installata lungo le strade della città.

Per saperne di più vedi Sicurezza in bici: la IIB Strocchi realizza una segnaletica per educare i faentini QUI, QUI e QUI.

 

Lettere aperta al Comandante dei Vigili e al Comune di Faenza

Vogliamo esprimere i nostri dubbi rispetto alla nuova segnaletica dedicata a pedoni e ciclisti. E’ lodevole il coinvolgimento dei ragazzi, ma perché tappezzare la città con 120 cartelli indirizzati solo a pedoni e ciclisti, utenti deboli della strada che oltre a non inquinare non sono nemmeno potenzialmente letali (a differenza delle auto)? Ci sembra un’operazione di moralismo legalitario che non tocca il vero responsabile dell’incidentalità: il traffico delle auto. Varie ricerche (Safety in numbers) affermano che raddoppiando il numero di ciclisti, si ridurrà del 34% il rischio di incidenti per km mentre se questi dimezzano il rischio aumenta del 52%. Ci sembra quindi più utile, al fine della riduzione degli incidenti stradali, fare campagne per promuovere la bici in ogni fascia di età.

Siamo inoltre stupiti dalla frase dell’assessore Luccaroni riportata dai giornali: “Le vittime degli incidenti stradali sono spesso gli utenti deboli della strada, pedoni e ciclisti, e ciò è dovuto in parte al comportamento a volte distratto che si ha in bicicletta». L’assessore sa, dati alla mano, in quanti incidenti il ciclista/pedone sia stato distratto?

Questa generica colpevolizzazione delle vittime è insopportabile, perché tantissimi pedoni e ciclisti sono stati investiti senza colpa alcuna. Soprattutto non si possono colpevolizzare gli utenti deboli se parallelamente non si rende la città a misura di bici e pedoni, anche dei più piccoli (cosa che attualmente non è): cortili scolastici ostaggio delle auto, marciapiedi e ciclabili invasi da auto in sosta (e raramente i vigili intervengono soprattutto davanti scuole e supermercati), strade insicure per le bici, rastrelliere mancanti o in numero insufficiente davanti quasi tutte le scuole, marciapiedi dissestati, piste ciclabili che finiscono nel nulla. E’ vero che le ciclabili sono aumentate in questi ultimi anni, ma non sono collegate tra loro; chiediamo di limitare il traffico con zone 30 in tutto il centro urbano, pedonalizzazione del centro storico e delle aree davanti le scuole/biblioteca, messa in sicurezza dei tragitti casa-scuola, parcheggi fuori dal centro, maggiore severità da parte dei vigili nel far multe alle auto che sostano in modo “selvaggio”.

Perché non coinvolgere i ragazzi a ideare una segnaletica per promuovere l’uso della bici e difendere l’utenza debole della strada dalla prepotenza degli automobilisti? “Non parcheggiare sui marciapiedi/ciclabili”, “Non sostare col motore acceso”, “Se sorpassi una bici mantieni la distanza di almeno 1 metro e mezzo”… Cartelli che ricordano i benefici ambientali e per la salute del camminare e pedalare. Muoversi in bicicletta o a piedi anziché utilizzare l’automobile, in Emilia-Romagna, ha infatti evitato l’emissione di 319.600 tonnellate di CO2 all’anno e una riduzione stimata di mortalità del 12% (bicicletta) e del 9% (piedi), per un risparmio complessivo di 559 decessi annui.

Sottolineiamo infine che la segnaletica realizzata mischia infrazioni stradali a semplici raccomandazioni non obbligatorie: siamo sicuri che è obbligatorio scendere sempre dalla bici sulle strisce? Secondo un parere del Ministero dei Trasporti a firma dell’Ing. Mazziotta “(in presenza di intersezione semaforizzata pedonale, ndr) o anche in assenza di semaforo, i ciclisti possono attraversare in sella alla bicicletta” sempre con la massima prudenza e solo se non si reca intralcio ai pedoni. Altro cartello poco chiaro è quello relativo ai pedoni sulle strisce con cuffia e auricolare. Non ci risulta esista norma che vieti ad un pedone di camminare o correre con cuffie e auricolari. E’ semplice buon senso, farlo con attenzione. Infine, il cartello che riguarda i sensi unici: ricordiamo che il senso unico eccetto bici in Europa è una pratica molto diffusa e alcuni comuni italiani hanno già adottato tale soluzione sia su strade singole che su intere zone dei centri storici regolati come le “Zona 30”. Perché non farlo anche a Faenza? A patto che i vigili si impegnino a far multe alle auto in divieto di sosta, un caso eclatante è corso Matteotti (senso unico eccetto bici reso pericoloso dalle auto in divieto di sosta).